Esiste una base aliena all’interno del Popocatépetl?

Autore: , Pubblicato il 24 febbraio 2013 alle ore 18:52 nella categoria Articoli

Video: Intensa attività UFO sul vulcano Popocatépetl

Decisamente in quest’ultimo periodo il vulcano Popocatépetl, alto m. 5452 e situato a soli km. 70 a sud-est di Città del Messico, si è guadagnato più volte gli onori delle cronache ufologiche.

I lettori ricorderanno che le telecamere in postazione fissa della rete televisiva privata “Televisa” avevano registrato il 25 ottobre scorso, tra le 20:54 e le 21:42, l’ingresso di un gigantesco oggetto cilindrico luminoso all’interno della caldera del vulcano. L’astronoma Margarita Rosado, dell’Università Nazionale Autonoma del Messico (UNAM) aveva supposto, sulla base dei propri calcoli, che il “sigaro” fosse lungo km. 1 e largo mt. 200, escludendo in verità che potesse trattarsi della caduta di un meteorite, attesa l’assenza di una scia di luce lasciata dall’oggetto e la mancanza di qualsiasi interazione con il materiale lavico nel camino vulcanico.

Tra le ipotesi avanzate per spiegare razionalmente il fenomeno, vi era quella che si fosse trattato di un bolide il quale, a causa della propria traiettoria e dell’angolo visuale di ripresa della telecamera, era parso entrare, per un falso prospettico, all’interno del vulcano. Tale conclusione era avallata dalla circostanza, emersa a distanza di qualche giorno, che un’altra telecamera in postazione fissa (ce ne sono diverse a monitorare costantemente l’attività del vulcano, appartenenti a società ed enti di ricerca pubblici e privati), nello stesso giorno e nella stessa fascia oraria, non aveva ripreso alcunché. Inoltre il “CENAPRED(Centro Nazionale di Prevenzione dei Disastri), utilizzando un filmato con risoluzione maggiore registrato dalla propria telecamera, aveva dimostrato come in realtà l’oggetto fosse assai più piccolo e nitido del cilindro ripreso da “Televisa” e come quest’ultima avesse fornito immagini fortemente saturate. Secondo il Centro messicano, la spiegazione più plausibile per dare conto di quanto avvenuto sul Popocatépetl era la caduta di una meteora proveniente dalla Costellazione del Toro e composta principalmente di ghiaia: a tanto si giungeva considerando l’angolo di caduta e l’estrema brillantezza tipica di queste “stelle cadenti”.

Tuttavia, quasi a smentire la spiegazione convenzionale testè riportata, il 28 ottobre vi era stato il nuovo video di un oggetto volante non identificato che sorvolava il cratere di Don Goyo; da ultimo, proprio la telecamera fissa del “CENAPRED” – il 15 novembre successivo – aveva apparentemente immortalato lo stesso oggetto cilindrico uscire dal condotto vulcanico del Popocatépetl, diretto verso lo spazio esterno.

Come se ancora non bastasse, il 13 febbraio, il notiziario di una rete televisiva messicana ha mostrato lo stupefacente filmato di un gruppo di luci bianche pulsanti che ad alta velocità entrano all’interno del vulcano. Cosa dire? Un abile prodotto di computer grafica o si tratta davvero di astronavi, che stanno segretamente usando il vulcano per raggiungere una base aliena nascosta?

Bisogna tenere conto del fatto che i Messicani sono diventati pazzi per gli Ufo, non c’è settimana che non venga registrato un avvistamento nei cieli di quella nazione; a ciò aggiungasi che i loro media non hanno alcun timore di rendere pubbliche questo genere di notizie, a differenza di quanto avviene, per esempio, negli Stati Uniti.

In teoria non esistono obiezioni di principio a che una civiltà extraterrestre tecnologicamente avanzata possa disporre dei mezzi necessari a creare una base sotterranea in prossimità di un condotto lavico. Quello stesso genere di campi elettromagnetici che permettono alle supposte navicelle aliene di spostarsi nello spazio esterno o nelle profondità marine, in spregio alle radiazioni cosmiche o alle alte pressioni, ben potrebbero consentire loro di attraversare il magma senza danni. D’altro canto, gli studi scientifici relativi alla fusione nucleare ed al suo impiego in apposite centrali per la produzione di energia contemplano proprio l’impiego di campi magnetici per contenere e confinare il plasma a milioni di gradi generato dal processo di fusione. Perché dunque escludere che questo possa essere già stato realizzato da una civiltà aliena migliaia di anni più avanti della nostra?

Peraltro non può neppure passarsi sotto silenzio il rilevante numero di avvistamenti di Ufo avvenuti negli immediati paraggi di vulcani attivi. Solo per restare in ambito italiano, l’Etna ha visto aggirarsi intorno alle sue bocche diverse luci anomale, riprese nel corso degli ultimi anni da videocamere amatoriali oltre che da telecamere in postazione fissa. Ed esisterebbe persino un filmato dell’Istituto Luce che immortala un Ufo di parvenza metallica durante l’eruzione del Vesuvio del 1944.

Si è pertanto sostenuto che gli Ufo utilizzino, come fonte di energia propulsiva, quella geotermica prodotta in abbondanza dai vulcani attivi, per lo meno quando si spostano sul nostro pianeta. Sarebbe certo interessante estrapolare dalla massa di avvistamenti dell’epoca moderna la percentuale di quelli che sono stati registrati sopra vulcani attivi. Se tale percentuale fosse statisticamente rilevante, essa darebbe consistenza al dato empirico e permetterebbe forse di acquisire maggiori conoscenze sul comportamento e le modalità operative degli oggetti volanti non identificati.

Fonti: L’Ufo del vulcano messicano: andata e ritorno?, di Sabrina Pieragostini, sul sito www.extremamente.com, 19.11.2012, all’indirizzo http://www.extremamente.it/2012/11/19/lufo-del-vulcano-messicano-andata-e-ritorno/; UFO Activity at Volcano reported in Mexican Media, di Jim Kane, sul sito www.gather.com, 13.02.2013, all’indirizzo http://www.gather.com/viewArticle.action?articleId=281474981849714; Gli Ufo del Popocatépetl, di Osvaldo Carigi, su XTimes n. 51, gennaio 2013, X Publishing S.r.l.; Ufo durante eruzione del Vesuvio 1944, su www.youtube.com all’indirizzo http://www.youtube.com/watch?v=ZYoJ65W4P3I 

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