Il Col. Philip Corso e la politica italiana

Autore: , Pubblicato il 21 aprile 2012 alle ore 19:06 nella categoria Articoli

Philip J. Corso, il famoso debunker statunitense in merito alla questione ufologica, autore del libro “The Day after Roswell“, subito dopo la Seconda Guerra Mondiale aveva preso parte attiva agli incontri tra agenti dell’intelligence alleata ed esponenti italiani anticomunisti. Lo afferma il ricercatore Fabio Zanello, nella sua opera “Italia La Massoneria al potere“.
Un documento top secret dell’M15 britannico dell’8 ottobre 1946 riferisce di riunioni tenutesi a Roma tra l’ex segretario del Partito Nazionale Fascista Augusto Turati, il Sottosegretario Corso all’Interno nel secondo Governo De Gasperi, il membro dell’ufficio politico del Ministero dell’Interno Leone Santoro, il capo della Polizia Luigi Ferrari, l’ex capo del SIM Pompeo Agrifoglio e per l’appunto l’agente americano Philip J. Corso del CIC (il quale, oltre che essere uno dei più stretti collaboratori dell’addetto alle operazioni speciali dello Strategic  Service Unit  – SSU –  statunitense,  era anche il custode del Principe Junio Valerio Borghese a Forte Boccea ed a Procida). Vi era inoltre la costante partecipazione di vari ufficiali italiani ed americani alle attività di questo gruppo.
Secondo un altro documento top secret dell’M15 del 27 novembre 1946, l’allora capitano Philip Corso aveva nello specifico, dietro incarico del Governo USA, contattato l’esponente monarchico Enzo Selvaggi, al fine di costituire una formazione politica che bloccasse le attività del comunismo in Italia.
Fabio Zanello è uno studioso di storia contemporanea che ha approfondito i collegamenti con l’esoterismo eversivo ed i servizi segreti deviati.

Fonte: Italia La Massoneria al potere di Fabio Zanello (Ed. Castelvecchi, I edizione settembre 2011).

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