Il Sole si risveglia? Paura per le radiotelecomunicazioni

Autore: , Pubblicato il 23 giugno 2011 alle ore 02:27 nella categoria Articoli

Pare proprio che il Sole stia potenziando la propria attività, probabilmente preparandosi per un ruolo ancora più intenso in futuro. Ovviamente la cosa genera reazioni difformi, ma soprattutto si teme per la regolarità delle radiotelecomunicazioni, e non manca chi collega il fenomeno ad aspettative catastrofico-apocalittiche.

Per comprendere l’esatta portata di ciò che stiamo trattando, bisogna premettere che il Sole presenta un’attività fondata su cicli di 11 anni, legati alla diffusione delle “macchie solari”, ossia di intensi campi magnetici che si manifestano sulla superficie della nostra Stella. Le tempeste solari per l’esattezza consistono in vere e proprie “esplosioni” di plasma e radiazioni trasportate dal vento solare magneticamente verso la ionosfera. Più sono grandi e numerose  le macchie e maggiore è l’energia che arriva fino a noi, arrivando ad influenzare l’atmosfera e – a quanto sembra – anche il clima. Tant’è vero che la famosa Piccola Era Glaciale (culminata con l’inverno del 1709), caratterizzata da un inasprimento particolarmente accentuato del clima, avvenne in coincidenza di una fase di quiescenza, nota come Minimo di Maunder (1645-1715). Successivamente si è avuto un incremento dell’attività solare negli ultimi  tre secoli, e particolarmente negli ultimi cinquanta anni. L’ultimo picco di attività solare c’è stato tra il 2000 ed il 2001. Tuttavia, l’attuale ciclo (il 24°) sembrava presentare notevoli difficoltà a svilupparsi, tant’è vero che dal gennaio 2004 erano passati 816 giorni senza macchie. Una ricerca dell’Osservatorio di Tucson (Arizona) aveva previsto che per il 2015  sarebbero scomparse le macchie solari. Fino ad ora. La NASA ha infatti previsto che tra il 2012 ed il 2013 vi sarà il nuovo picco (evidentemente alimentando le pessimistiche previsioni dei catastrofisti).

Il vero pericolo, secondo la comunità scientifica, riguarda le radiotelecomunicazioni. Infatti, come si è detto, le tempeste solari si dirigono verso la ionosfera, che, trovandosi tra 60 e 1000 km. di quota, è una regione vitale per le comunicazioni, essendo ricca di elettroni che assorbono o riflettono le onde radio emesse dai satelliti o dalle stazioni terrestri. Già nel 1859 una famosa tempesta geomagnetica (il Carrington event) elettrificò i cavi di trasmissione provocando la formazione di incendi ed aurore boreali. Nell’ottobre 2003 le attività solari furono così intense da provocare danni ionosferici che disturbarono il funzionamento di ricevitori GPS ad alta latitudine oltre che la disattivazione dei sensori a bordo di alcuni satelliti da parte della NASA.  Si teme che l’attività solare possa in particolare arrecare danni al sistema europeo Galileo, che forse sarà operativo nel 2014. Per questo motivo scienziati ed ingegneri stanno correndo ai ripari per non essere impreparati (oggi tra i gruppi coinvolti nello sviluppo di nuovi ricevitori in grado di garantire le comunicazioni satellitari vi è  l’Unità di fisica dell’alta atmosfera dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). Oggi un evento di portata analoga al Carrington event arrecherebbe danni anche per duemila miliardi di dollari, secondo l’Accademia Nazionale delle Scienze. Negli USA, uno studio del National Security Space Architect ha ritenuto che almeno 13 satelliti siano andati distrutti nell’ambito di 16 anni. In Gran Bretagna, il Governo ha già definito il problema in questione un “rischio nazionale”. E già si comincia a parlare di “assicurazioni spaziali” (tanto da aver portato  all’organizzazione, da parte dell’esperto Benito Pagnanelli, di una Conferenza internazionale a Roma).

Fonti : Reti elettriche, satelliti comunicazioni Tutti i danni del Sole di Giovanni Caprara (Corriere della Sera del 21-06-2011); Il Sole si è appena risvegliato e le sue tempeste fanno paura di Cinzia Di Cianni (La Stampa del 22-06-2011).

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