La ricerca di segnali alieni è di nuovo sulla breccia

Autore: , Pubblicato il 21 marzo 2012 alle ore 02:37 nella categoria Articoli

Allen Telescope Array

Ai primi dello scorso dicembre i 42 radiotelescopi noti come Allen Telescope Array (situati a Hat Creek, California) sono ritornati in vita ed hanno ripreso a saltare di stella in stella, nella costellazione del Cigno, alla ricerca di segnali radio provenienti da un’ ipotetica civiltà aliena. L’attività dei radiotelescopi era cessata lo scorso anno per carenza di finanziamenti, ma la determinazione di un piccolo gruppo di astronomi, che hanno rastrellato denaro ed equipaggiamento dal settore pubblico e dai milionari della Silicon Valley, ha permesso la ripresa di una delle ricerche iconiche della scienza moderna, quella conosciuta con il nome di SETI (acronimo che sta per Search for Extraterrestrial Intelligence).

Il SETI non riceveva più finanziamenti federali dal 1993, anno in cui il programma di ricerca di segnali alieni sponsorizzato dalla NASA fu cancellato dal Congresso degli Stati Uniti. L’Allen Array prende il nome dal fondatore della Microsoft Paul G. Allen che finanziò l’avvio del progetto con 25 milioni di dollari: la struttura, di proprietà dell’Università di Berkeley e gestita dal SETI Institute, doveva in origine consistere di 350 antenne, ciascuna del diametro di sei metri, così che la capacità complessiva sarebbe stata quella di monitorare una porzione celeste di estensione pari a diverse volte la luna piena in soli dieci minuti, ovvero l’intera volta celeste in una notte. Ma il contributo di Mr. Allen permise solo la costruzione di 42 antenne, che iniziarono a funzionare nel 2007.  Gli astronomi sostengono che sarebbero necessari ulteriori 55 milioni di dollari per completare l’Array.

Il progetto ebbe un forte slancio nel 2009 quando la Dott.ssa Jill Tarter (cui è ispirato il personaggio della protagonista femminile del film “Contact“) vinse un premio di $ 100.000 alla Conferenza californiana della Tecnologia, dell’Intrattenimento e del Design: la sua presentazione le guadagnò una consistente donazione in equipaggiamento da parte delle società Dell ed Intel.

Un ulteriore impulso si è registrato lo scorso anno quando è stata pubblicata dalla Nasa una lista di 1235 esopianeti, in parte rilevati dalla sonda Kepler che sta trasmettendo i dati delle proprie osservazioni nella costellazione del Cigno. Ma – ahimé – i fondi si sono esauriti proprio quando si stava cominciando ad ascoltare il rumore proveniente da quella costellazione. Una richiesta di finanziamenti ha portato in cassa circa $ 220.000, a malapena sufficienti a coprire due mesi di operazioni (considerando che l’Allen Telescope Array richiede un milione e mezzo di dollari l’anno, più un altro milione per gli stipendi degli astronomi che vi lavorano).

La ripresa delle attività è stata possibile anche grazie ai militari dell’USAF, i quali si faranno carico di una parte delle spese a condizione di poter usare anch’essi la struttura.

A dicembre, dunque, la Dott.ssa Tarter e suo marito, il radioastronomo William Welch, sono ritornati a Hat Creek, dove in una casa senza pretese nelle vicinanze ronzano computers ed altre apparecchiature elettroniche. In uno dei computer lo schermo stava trasmettendo una sequenza di numeri indicanti che era stato rilevato un segnale a banda stretta, cioé di origine artificiale. Così  i telescopi ed i computers hanno avviato il processo di monitoraggio, esame ed eventuale eliminazione del nuovo segnale. Infatti la rotazione terrestre può incidere sulla “chiarezza” di un segnale in frequenza proveniente dal cielo.

E’ previsto che i computersi debbano controllare un segnale per cinque volte, muovendo il radiotelescopio su di esso ed a poca distanza da esso, prima che qualcuno sia allertato. Il passo successivo è quello di chiamare un osservatorio ad ovest (essendo questo il senso di rotazione della Terra) e chiedere di proseguire con il monitoraggio. 

In un momento topico del 1998, la Dott.ssa  Tarter ed i suoi colleghi stavano lavorando all’osservatorio di Green Bank, nella Virginia dell’Ovest, quando rilevarono un segnale che superò tutte le indagini-filtro. Alla fine, capirono che stavano ricevendo le trasmissioni dal satellite europeo SOHO. La Dott.ssa Tarter ha detto:

Siamo andati a dormire. Non riesco nemmeno ad immaginare cosa vorrebbe dire un segnale intelligente dallo spazio

 Fonti: traduzione e adattamento dall’articolo The Quest for Alien Voices Is Back on Track di Dennis Overbye, The New York Times, 27.02.2012

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