Un progetto per monitorare i rientri atmosferici.

Autore: , Pubblicato il 20 dicembre 2011 alle ore 00:09 nella categoria Articoli

I Coordinamenti Regionali per la Puglia e la Basilicata del Centro Ufologico Nazionale hanno aderito, assieme all’ADIA (“Associazione per la Divulgazione e l’Informazione Astronomica”) di Polignano a Mare (BA), ad un’importante iniziativa per effettuare un attento monitoraggio dei fenomeni celesti collegati al rientro atmosferico. Il progetto in questione, promosso dall’IMTN (“Italian Meteor and TLE network”), è stato prontamente supportato dal CUN nazionale, sempre disponibile a sostenere qualsiasi seria azione di ricerca scientifica.

L’IMTN, com’è noto, nata nel gennaio 2009, è una rete nazionale di sorveglianza e di studio, in relazione alla superficie terrestre, dei fenomeni dell’alta atmosfera, quali le meteore, i bolidi, i superbolidi, i TLE (Transient Luminous Events), generalmente tra i 20 ed i 120 km di quota. Essa si fonda su stazioni permanenti e mobili, video e radio, che siano attive ventiquattro ore su ventiquattro, grazie al contributo di Enti di Ricerca nazionali ed internazionali, Associazioni scientifiche, ricercatori universitari, vari studiosi ed appassionati. Nè ovviamente può essere trascurata l’attività della cosiddetta “spazzatura spaziale”. All’interno dell’IMTN, un ruolo significativo è stato assunto dal collega ricercatore Silvio Eugeni, che, nella sua qualità di componente del Settore Astronomia del Coordinamento Scientifico del CUN, ha la responsabilità di interfacciare l’iniziativa in questione con le attività del CUN.

I parametri ottimali per realizzare una postazione-tipo prevedono la disponibilità di una videocamera CCD ad alta sensibilità (0,00002 lux), preferibilmente in bianco e nero e corredata da un’ottica di qualità (preferibilmente con dispositivo Autoiris ed un buon obiettivo, che possa coprire 80°-100° di campo), considerando che le Mintron tipo 12V6 Hc sono di ottima qualità; sarebbe auspicabile poi una custodia per videocamera da esterno a tenuta stagna, con ventola per il controllo della temperatura e riscaldatore anteriore anti appannamento, con apposito palo tipo; non può ovviamente  mancare poi un computer con adeguato software gestionale, alimentatore perennemente sovradimensionato e due dischi di memoria (per il software di gestione ed il sistema operativo), scheda di acquisizione video e gruppo di continuità (può andare bene un pc Pentium Dual-Core E5300 2,6 GHz con 2 giga di RAM e due dischi); nè può essere trascurata l’importanza di disporre di un software di acquisizione e successiva elaborazione dei dati, al fine di programmare studi specifici (ad esempio, sulle meteore, sugli UFO, sui TLN, sugli aspetti meteorologici, ecc…) ma anche in un secondo momento di memorizzare la posizione della videocamera sovrapponendola alla porzione di cielo sotto osservazione, ed individuare le coordinate dell’oggetto che si studia, effettuando al tempo stesso la triangolazione dei dati con quelli delle altre postazioni (possono andar bene i due software della casa giapponese Sonotaca UFO Capture e UFO Analysis).

Il Presidente dell’ADIA, Dott.Riccardo Giuliani, già consulente esterno del CUN ed aspirante collaboratore della nostra Associazione, sarà ben lieto di dare il proprio contributo all’iniziativa, cui potranno ovviamente appoggiarsi i Coordinamenti Regionali della nostra Associazione. Egli è stato parimenti relatore al Convegno organizzato dal CUN Puglia e Basilicata a Bari l’8 ottobre scorso.

Fonti: Dati forniti da Silvio Eugeni del CUN; http://www.centroufologiconazionale.net/ ; http://www.imtn.it/.

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