Si riapre il “caso Majorana”

Autore: , Pubblicato il 13 aprile 2011 alle ore 02:39 nella categoria Articoli

La Procura di Roma ha aperto un fascicolo di “atti relativi” ed ha incaricato i Carabinieri di sentire un testimone che, nel corso di un’intervista televisiva alla TV argentina, ha riferito di aver visto a Buenos Aires il fisico Ettore Majorana verso la fine della Seconda Guerra Mondiale, più precisamente attorno al 1945. Com’è noto, lo scienziato, nato a Catania nel 1906, scomparve misteriosamente nella notte del 27-03-1938, dopo aver preso un piroscafo che da Palermo lo avrebbe condotto a Napoli. Ettore Majorana è stato un intellettuale geniale che per certi versi sembrò anticipare alcune tematiche proprie di questi tempi (celebri i suoi studi – nel senso che ne avrebbe predetto l’esistenza – sui neutrini, argomento di bruciante attualità come testimonia la recente realizzazione del rivelatore di particelle Icarus nei laboratori del Gran Sasso).  Componente del famoso gruppo di Via Panisperna a Roma (assieme a Edoardo Amaldi, Emilio Segrè ed Enrico Fermi), il fisico siciliano ha rappresentato in un certo qual modo il modello per definizione dello scienziato che prende le distanze dalla stessa scienza nel momento in cui ne ravvisa i pericoli per l’umanità. In questa prospettiva, Majorana avrebbe avuto la consapevolezza dei rischi derivanti dall’impiego della bomba atomica. Non a caso, lo stesso Leonardo Sciascia non riteneva probabile che lo scienziato catanese potesse essersi suicidato, come evidenziò nel racconto-inchiesta La scomparsa di Majorana (peraltro, l’ipotesi-suicidio pare difficilmente compatibile con alcuni comportamenti dimostrati dallo scienziato prima della sua scomparsa, come il prelievo degli stipendi arretrati e gli adempimenti relativi al proprio passaporto). E così, ora spunta la pista argentina, come attesta l’intervista rilasciata da un testimone alla TV del Paese sudamericano (questa persona potrebbe essere interrogata dai magistrati romani, che hanno ritenuto di riaprire il caso dopo 73 anni). Del resto, da tempo il fisico Erasmo Recami, dopo aver approfondito la vicenda, è giunto alla conclusione che Majorana potrebbe essersi rifugiato in Argentina. Questa è del resto un’ipotesi assai accreditata, cui sono pervenuti numerosi studiosi che si sono occupati del caso. Lo stesso spagnolo Jordi Bonells scrisse che Majorana “…visse sotto falso nome dal 4 aprile 1939, data del suo arrivo a Porto Madero, alla fine del mese di giugno 1976…“. Si parlò del “caso Majorana” anche in una puntata di “Chi l’ha visto” (fu intervistato un italiano emigrato in Venezuela negli Anni Cinquanta, il quale avrebbe frequentato a lungo il fisico catanese). Non dimentichiamo poi che una ventina di anni fa l’allora Procuratore della Repubblica Paolo Borsellino si occupò della strana vicenda di un mendicante di Marsala nel quale qualcuno aveva ritenuto di riconoscere lo scienziato siciliano. Ma vi è anche un’ulteriore ed interessante prospettiva di approfondimento, che si collega ad una fotografia che (forse) ritrarrebbe Majorana in compagnia del nazista Adolf Eichmann. Peraltro, pare che lo scienziato siciliano fosse tornato assai turbato da un viaggio in Germania per motivi di studio (era rimasto sfavorevolmente impressionato dal regime nazista?). Non è certo un mistero, infatti, come l’Argentina avesse dopo la Seconda Guerra Mondiale dato ospitalità a carnefici nazisti. Ma è altrettanto vero – secondo quanto scrive Gerald Steinacher – come l’Argentina fosse anche interessata agli scienziati tedeschi, perlomeno a quelle figure di “secondo piano” non ritenute appetibili dalle Potenze vincitrici (USA, URSS e Regno Unito). Ed è ugualmente vero che proprio in quegli anni, subito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Argentina di Peron privilegiò a lungo l’immigrazione dalla Spagna, dall’Italia e dalla Germania, perchè si riteneva che così si favorisse maggiormente l’integrazione nel tessuto socio-economico del Paese; gli uffici di collocamento italiani furono letteralmente presi d’assalto e, come può facilmente immaginarsi, a farne le spese furono gli asiatici e soprattutto i neri africani. Quindi, tutto lascia intuire che Majorana avrebbe in ogni caso trovato in Argentina un ambiente ideale per accoglierlo e farlo sentire a proprio agio.

Fonti: L’ultimo testimone fa riaprire il caso Majorana di Matteo Collura, (Corriere della Sera del 2/04/2011);  Riaperto il caso Majorana “Lo incontrai in Argentina” (La Repubblica del 2/04/2011); Nuova inchiesta sulla scomparsa nel 1938 del fisico Majorana (La Gazzetta del Mezzogiorno del 2/04/2011); L’accensione di Icarus al Gran Sasso per lo studio dei neutrini e della materia oscura di Mauro Panzera (v. www.cunpugliabasilicata.it); La via segreta dei nazisti di Gerald Steinacher, Ed.Rizzoli, a.2010.

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