E’ questa la reale fisionomia degli alieni di Roswell?

Autore: , Pubblicato il 4 maggio 2011 alle ore 01:38 nella categoria Notizie

 

Grande rumore negli ambienti della ricerca ufologica sta suscitando un video “postato” su You Tube un paio di giorni fa dall’utente AlienDisclosureGroup (visibile al link in calce): si tratta di un breve filmato della durata di un minuto e sei secondi in cui la didascalia di testa recita testualmente “Leaked footage of Roswell Alien?”, a lasciare intendere che si tratti, ancora una volta, di uno spezzone proveniente dalla documentazione cinematografica che i militari statunitensi realizzarono in occasione dell’ufo crash di Roswell. La novità emergente dal filmato è che almento un alieno sopravvisse all’impatto quel tanto che bastava per essere ritratto in vita e (supponibilmente) in buona salute. I fotogrammi successivi mostrano infatti una creatura umanoide avente le caratteristiche di un grigio (sebbene sussista qualche differenza rispetto al modo in cui tale categoria di alieni viene usualmente descritta e raffigurata), che si suppone seduto ed intento a lavorare su qualcosa (ha il capo chinato in avanti e si indovina un movimento degli arti superiori). Al ventesimo secondo compare una nuova didascalia (“Is this real footage of Roswell Grey?“) e segue quindi un’inquadratura del supposto grigio in piedi ed in posizione frontale, con l’obiettivo della cinepresa che sale dal basso (dove all’altezza delle ginocchia sono visibili le mani e di queste solo le prime tre dita – corrispondenti ai nostri pollice, indice e medio -, tozze ed allungate) sino al viso. L’alieno si trova con il capo sotto una barra orizzontale (di quelle che, connesse ad un’asta graduata verticale e scorrendo lungo di essa, venivano usate una volta dai medici per misurare l’altezza di un individuo). Al quarantesimo secondo l’inquadratura cambia nuovamente: l’oggetto della ripresa non è facilmente distinguibile, sembrerebbe trattarsi di un’ombra (evidenziata da un circolo di colore chiaro) con una macchia biancastra in alto a destra. Al quarantacinquesimo secondo il regista da’ prova di una certa abilità tecnica con una dissolvenza incrociata in cui l’ombra della precedente inquadratura scompare ed appare al suo posto l’alieno di tre quarti, nuovamente seduto, in una sequenza che sembra essere la ripetizione (o la continuazione) di quella iniziale. Si va avanti fino al cinquantottesimo secondo, allorché appare una scritta di rigraziamento rivolta allo spettatore (“Thanks for watching“) sotto la quale vi è la scritta “Alien Disclosure Group (UK)“, che si suppone essere un organismo o associazione britannica (peraltro intestataria di un gruppo Facebook e di un sito Internet http://alien-disclosure-group-tv.ning.com cui si accede solo previa iscrizione).

Sicuramente il filmato sarà oggetto di indagini più approfondite da parte di altri e più titolati soggetti: quello che chi scrive si sente fin d’ora di consigliare è cautela e prudenza. La memoria della controversa vicenda del Santilli footage è ancora piuttosto fresca e ci sono alcuni aspetti che personalmente non mi convincono: le dita delle mani appaiono troppo tozze rispetto alla natura esile della corporatura dell’alieno; nel viso il solo movimento è quello di chiusura delle palpebre mentre altri muscoli (per esempio quelli labiali, perché l’alieno è provvisto di labbra) sono caratterizzati da una innaturale immobilità; gli occhi non sono mai chiaramente visibili, quale che sia la posizione assunta dall’alieno. Inoltre egli è vestito con una tuta che ci si aspetterebbe (secondo la vulgata) aderente al corpo come una seconda pelle e che invece presenta delle pieghe alla stregua di comunissima stoffa.

Peraltro non è mancato chi, come l’Ing. Ennio Piccaluga, ha messo in evidenza elementi che deporrebbero a favore dell’autenticità del filmato (nello specifico il fatto che il timer in basso sia realizzato con valvole nixie a catodo numerico, oggi non più adoperate). A propria volta, il Prof. Roberto Volterri ha obiettato come tali valvole potrebbero ancora oggi essere reperite presso qualche negozio di antiquariato elettronico e dunque l’elemento in questione non è garanzia assoluta di autenticità.Comunque stiano le cose, di una cosa siamo certi: la vicenda è ancora agli inizi ed il filmato farà discutere ancora a lungo…

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