Intervista del 1987 al capitano Daniel Perissé sugli UFO in Antartide

Autore: , Pubblicato il 5 Maggio 2020 alle ore 16:49 nella categoria Notizie

Il 3 luglio 1965 segna l’avvistamento di un oggetto volante non identificato – visto anche da strutture cilene e britanniche. Il capitano Daniel Perissé discute l’evento in dettaglio.

1° Intervistatore: Siamo nella città di Buenos Aires, nella casa del capitano Daniel Perissé, uno dei principali testimoni oculari degli eventi UFO in Antartide.

2° Intervistatore: Nel 1965 si è verificato in Argentina un caso di rilevanza mondiale. Capitano Perissé, qual è stato il suo coinvolgimento negli eventi del 3 luglio 1965?

Perissé: Beh, per tutto quell’anno sono stato il comandante dell’impianto navale di Decepción sull’isola di Decepción, in Antartide. Avevo il grado di tenente di fregata, e avevo un equipaggio di 14 uomini sotto il mio comando. La sera del 3 luglio, abbiamo avuto un evento di avvistamento che è iniziato con un’osservazione fatta da [un membro dell’equipaggio] incaricato di tenere i registri meteorologici. Poi, uh, uscì alla stazione meteorologica, vide l’insolito fenomeno, tornò dentro e mi disse: “Sta succedendo qualcosa di insolito. Dovresti venire a vedere”. Uscii – molti di noi uscirono – e praticamente tutto l’equipaggio, tranne uno che stava presidiando la radio – più tre membri di una base cilena sulla stessa isola, e che erano [alla nostra base] per ragioni mediche – furono testimoni delle manovre di questo fenomeno sconosciuto.

2° Intervistatore: E quali sono state le caratteristiche di questo fenomeno insolito a cui ha assistito?

Perissé: Nello specifico, abbiamo visto una luce. Il fatto è che l’avvistamento è avvenuto alle 19:40. Dato che da quelle parti la notte inizia intorno alle tre del pomeriggio – e con questo intendo dire che è buio pesto per le tre. Quattro ore e mezza dopo, se vogliamo, è ancora più buio. Era una luce notturna, e il sole era ben oltre l’orizzonte. E la tensione e la posizione all’orizzonte, e altri elementi che si possono aggiungere a questa conversazione, ci hanno permesso di classificare questo evento nel regno dei fenomeni sconosciuti. Non potevamo associare la luce a un satellite che passava in un momento molto specifico in un’altra parte dell’orizzonte; non potevamo dire che fosse un aereo a causa delle sue manovre; non potevamo dire che fosse un fenomeno astronomico, diciamo una stella molto luminosa, un meteorite…

2° Intervistatore: Lei aveva una conoscenza del cielo per via dei compiti che vi svolgeva, sufficiente per evitare una tale confusione…

Perissé: Sì, infatti, avevamo due meteorologi che osservavano il fenomeno, e che avevano il compito di fare osservazioni ogni tre ore.

2° Intervistatore: Perissé, questo caso di cui ci parla, era l’unico, o ce ne sono stati altri in precedenza?

Perissé: Beh, ci sono dei precedenti. Ci sono stati diversi casi nei mesi di giugno, luglio e agosto, se associamo questi casi sull’isola di Decepción con l’incidente dell’isola di Laurie nelle Orcadi del Sud. Per quanto riguarda i casi di Decepción, il primo di essi ha avuto luogo il 7 giugno. È stato un avvistamento effettuato da uno dei due meteorologi della base, e si è svolto alle otto di sera, essendo una delle osservazioni di tre ore, cioè le osservazioni che queste persone dovevano fare ogni tre ore. Il secondo caso, riassunto brevemente, riguardava la stessa persona che aveva fatto le osservazioni ore prima, alle due del mattino. Quello che ha visto aveva caratteristiche simili a quella precedente…

1° Intervistatore: Un solo oggetto era sempre visibile, o ce n’erano due?

Perissé: È sempre stato un avvistamento di un oggetto isolato. C’è stata un’eccezione, che è un caso, proprio quello di fine agosto di quell’anno, che ha avuto luogo all’isola di Laurie nelle Orcadi, e sono stati segnalati quattro oggetti. Questo è un caso che può essere riassunto.

1° Intervistatore: Molto bene. Anche le basi in questo luogo, appartenenti ad altri Paesi, hanno documentazione di questa situazione?

Perissé: Beh, c’è una base cilena, che è la [nome], che come quella argentina, e quella inglese a cui farò riferimento, era stata disattivata perché il vulcano ha eruttato. Quest’isola è, infatti, un cono vulcanico la cui caldera è stata inondata dal mare. Gli avvistamenti sono stati effettuati presso la base cilena e quella britannica.

2° Intervistatore: Questo avvistamento ha spinto il governo argentino o la marina militare a rilasciare una dichiarazione ufficiale a questo proposito?

Perissé: Sì. Sono state rilasciate due dichiarazioni, che consistono essenzialmente in una ritrasmissione delle informazioni che stavo fornendo dall’Antartico, confermando in un certo senso questi fatti, e le informazioni di un testimone oculare fornite da altri membri della base. Ma questo aveva a che fare esclusivamente con l’avvistamento del 3 luglio, non con i casi precedenti che sono stati resi noti al pubblico.

1° Intervistatore: Le fotografie sono mai state messe in sicurezza?

Perissé: Da una parte, il vento soffiava a circa 80 chilometri all’ora; abbiamo montato una macchina fotografica su un treppiede, ma non si fermava…

2° Intervistatore: Quindi era impossibile scattare…

Perissé: …abbiamo provato a scattare una foto dall’interno. C’erano vetri e doppi vetri che ostacolavano lo scatto delle foto. Inoltre, c’era molto vento di superficie, che dava calci alla neve polverosa e che rendeva la fotografia ancora più difficile. Infine, abbiamo usato una pellicola DIN 21 DIN, cioè 100 ASA, che non è certo la sensibilità per scattare foto notturne.

Perissé: La base argentina è qui. Questa è Primero de Mayo Bay. E questa che vedete qui [il puntatore indica un’altra caratteristica geologica] si chiama Bahia Inutil, un nome probabilmente dovuto al fatto che è una baia chiusa, praticamente inutilizzabile per la navigazione. La base cilena di Pedro Serra si trovava a Caleta Pendulo, che è nel luogo che sto indicando [indica il puntatore si muove] e la base britannica si trovava a Caleta Balleneros, questa località. Abbiamo fatto l’avvistamento il 3 luglio dal nostro avamposto in questa direzione generale [si muove puntatore], coprendo questo arco all’orizzonte. L’avvistamento ha avuto una durata approssimativa di un’ora, e la manovra finale della luce o degli UFO doveva salire fino a perdersi nel cielo. [Perissé sposta il puntatore in un altro punto della mappa]. L’avvistamento effettuato dai cileni a metà giugno, il 18 giugno, fu effettuato praticamente sopra il loro avamposto. L’oggetto ha manovrato sopra le teste dei testimoni. L’operazione praticamente simultanea con l’impianto argentino del 3 luglio è stata effettuata da un settore settentrionale che guardava a sud-ovest, anche con vari tipi di movimento e cambi di colore. L’oggetto era davvero unico. L’avvistamento effettuato dagli inglesi il giorno prima, il 2 luglio, è stato effettuato mentre l’UFO manovrava praticamente sopra la testa, con vari movimenti.

Intervistatore: Sono state segnalate anomalie magnetiche durante l’avvistamento?

Perissé: Beh, a questo proposito, ci mancava l’attrezzatura adeguata, i cosiddetti magneto-variometri. Questa attrezzatura si trovava sull’isola di Laurie, nell’arcipelago delle Orcadi [meridionali]. L’informazione che mi ha dato il tenente Sosa, era che due meteorologi avevano fatto un avvistamento alle 17:02, precisamente lo stesso giorno di luglio. Hanno visto una luce volare all’orizzonte per 15 secondi, un avvistamento molto breve, ma i tecnici – persone molto esperte – non credevano che potesse essere un meteorite. Il fatto è che hanno fatto letture del campo magnetico terrestre con i loro dispositivi. Quando le letture sono state completate dopo diversi giorni, hanno rimosso i nastri, li hanno esaminati, e per quel giorno, il 3 luglio, il grafico mostrava che alle 17:02 c’era stato un salto significativo in un display altrimenti normale. La sua grandezza era tale che andava addirittura oltre i limiti del nastro. Le letture sono poi tornate alla normalità. Questo ci permette di associare a quella lettura la presenza dell’UFO visto dagli astanti, stabilendo un apparente rapporto di causa-effetto. Vale a dire che l’UFO è passato e ha disturbato il campo magnetico locale, registrato in quel momento sulle loro apparecchiature.

2° Intervistatore: A livello locale, c’è stata un’agenzia dedicata allo studio degli UFO in Argentina?

Perissé: La Marina argentina, alla quale appartengo, ha creato una commissione permanente di ricerca sugli UFO sotto il comando di Omar Pagani, che all’epoca era capitano di fregata. Ha operato dal 1962 o 1963 fino al 1974, anno in cui Pagani si è ritirato dalla Marina Militare. Mi risulta che l’Aeronautica Militare abbia svolto – e svolga tuttora – ricerche in questo campo.

1° Intervistatore: Attualmente è in corso una ricerca da parte di un ente ufficiale?

Perissé: Suppongo che l’unico sia dell’Aeronautica Militare, e non sono a conoscenza di nessun altro ente coinvolto in questo tipo di ricerche.

2° Intervistatore: La nostra domanda è: perché c’è tanta segretezza intorno ai risultati delle indagini in corso?

Perissé: Beh… sono un ufficiale della Marina, e attualmente mi dedico a questa linea di ricerca. Posso dirle che non c’è alcuna occultazione di informazioni, almeno per quanto riguarda la Marina. In altre parole, non c’è alcuno scopo di nascondere o nascondere alcun segreto. Succede che alcuni casi si sono verificati, e sono stati seguiti da un periodo di ricerca sotto la responsabilità del capitano Pagani, e poi le cose sono rimaste così com’erano, mezzo morto. Non sono state effettuate ulteriori ricerche.

2° Intervistatore: Prima di concludere, vorremmo ringraziare il capitano Perissé per il suo tempo [formalità incomprensibili].

Fonte: http://inexplicata.blogspot.com/2020/05/an-interview-with-capt-daniel-perisse.html

Video da cui è stata tratta l’intervista https://www.youtube.com/watch?v=_XpOklDCccM

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