Si infittisce il mistero dell’Ufo nel Baltico

Autore: , Pubblicato il 26 giugno 2012 alle ore 18:13 nella categoria Notizie

Qualcuno ricorderà che in un precedente articolo del 16 aprile scorso, ci eravamo occupati del ritrovamento sul fondale del Mar Baltico di uno strano oggetto dalla sagoma arrotondata (quasi una copia del Millennium Falcon) ad opera dell’ X Team della società svedese di esplorazione subacquea Ocean Explorer.

Subito si era affacciata una ridda di ipotesi in ordine alla natura del misterioso oggetto: da una news release del 15 giugno sul sito della società apprendiamo che vi sono state alcune immersioni con relative riprese filmate che, lungi dallo svelare il mistero, lo hanno ancor più infittito. Queste sono state le parole di Stefan Hogeborn, uno dei sommozzatori impegnati nell’impresa:

In venti anni di attività, con 6000 immersioni effettuate, non avevo mai visto qualcosa di simile. Di solito le pietre non bruciano. Non so spiegare quello che abbiamo visto, so solo che sono andato giù per avere delle risposte, e sono invece riemerso con persino più domande.

Quello che a prima vista appariva infatti come una formazione rocciosa, assomiglia in realtà ad un enorme fungo, che si innalza di tre o quattro metri dal fondale, con sagoma arrotondata e spigoli marcati. Sulla sommità è stato rilevato un foro dalla forma ovoidale che pare costituire una sorta di apertura che immette all’interno. Sempre sul “cappello” del fungo sono state ritrovate strane formazioni circolari di pietre, somiglianti a piccoli camini. Le pietre erano coperte di qualcosa che sembrava fuliggine. Il solco rilevato dai sonar è stato descritto come una sorta di strada, con relativo appiattimento del fondale, che termina esattamente là dove l’oggetto è posizionato.

Peter Lindberg, uno dei fondatori della società, è del parere che non possa trattarsi solo di una formazione rocciosa, ancorché bizzarra, né del prodotto di attività vulcanica, non essendo mai stato rilevato alcun vulcanismo nei fondali del Baltico. Le immagini e le scansioni sonar dovranno essere oggetto di attento studio (ed in questo momento forse già lo sono) per capire realmente dinanzi a che cosa ci si trovi.

Intanto, con lo spirito imprenditoriale che ha caratterizzato sin dal principio questa iniziativa della Ocean Explorer, una scritta in apertura della pagina web avverte che per ottenere immagini o video clip  si dovrà contattare Erhan Güner, manager del Dipartimento Internazionale della SCANPIX con sede in Stoccolma.

Si può quindi supporre che filmati più lunghi di quelli finora apparsi su alcuni siti siano disponibili previo acquisto del diritto di riproduzione: dato l’interesse che la vicenda riveste, continueremo a seguirla da vicino.

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